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Grosseto Al Centro:La centrale unica avrebbe dovuto essere provinciale, vicina al territorio, a Grosseto e interforze, ovvero con i professionisti di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e 118

NUE 112 e Centrale unica a Firenze:
allontanato il servizio dai cittadini, in altre regioni gravissimi disagi e morti

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Fra poco più di un mese, il 20 aprile, anche a Grosseto entrerà in vigore il Numero Unico
delle Emergenze europeo 112. “Finalmente!”, verrebbe da dire; invece no, perché il passaggio avviene nel peggiore dei modi, con la Centrale Unica di Risposta a Firenze. Essa dovrà
gestire le chiamate provenienti da tutta la Toscana (4 milioni e mezzo di persone al giorno)
e, in caso di non operatività della centrale gemella di Ancona, anche le chiamate da Marche
e Umbria, per un totale di quasi 7 milioni di persone. Si stima un volume di circa 6500 chiamate al giorno. La centrale fiorentina dovrà gestire questo volume con 28 postazioni occupate da un numero di operatori pari alla metà.
Chi risponderà al cittadino che chiede aiuto non sarà più un professionista dei Carabinieri,
della Polizia, dei Vigili del Fuoco o un sanitario del 118, ma sarà un operatore “laico” formato in pochissimo tempo. La Centrale Unica di Risposta a Firenze dovrà fare da filtro inoltrando in un secondo momento le chiamate alle 80 centrali operative toscane, con un doppio passaggio telefonico che farà perdere tempo prezioso in situazioni in cui il fattore tempo
è di vitale importanza (basta scrivere “morto a causa del NUE 112” su internet per leggere le
fonti che fanno comprendere la natura del problema). In caso di malfunzionamento o sovraccarico delle linee, a rispondere al cittadino che chiede aiuto in Toscana, sarà un operatore ancora più lontano, nella centrale gemella di Ancona, che a sua volta gestisce le chiamate dalle regioni Marche e Umbria.
Viene così perso tempo, professionalità, vicinanza e conoscenza del territorio, aumentando
il rischio di errore (come quello di passare la telefonata alla centrale sbagliata). Immaginia-
mo un vasto incendio in Toscana che porti ad un elevato numero di chiamate e al sovraccarico delle linee: se in quel momento, in provincia di Grosseto, una persona coinvolta in un
incidente stradale dovesse chiamare il numero d’emergenza per avere soccorso, potrebbe
ricevere risposta da Ancona, nelle Marche! In caso di malfunzionamento della geolocalizzazione non ci sarebbe più la vicinanza e la conoscenza del territorio a garantire un pronto intervento. E se la telefonata venisse passata alla centrale sbagliata? Ad esempio, ad Ancona, conoscono la differenza tra Rispescia e Pescia Fiorentina, e i 50 Km che le separano?
In risposta a problemi come il doppio passaggio telefonico, la perdita del contatto diretto
col personale esperto, le difficoltà di comunicazione tra enti, l’allontanamento dei servizi dal
territorio e dal cittadino, GROSSETO AL CENTRO propone da tempo di istituire, sì, le
centrali uniche, ma su base provinciale e non regionale e, soprattutto, unendo le
competenze dei professionisti del 118, Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri e non attraverso personale laico. A tale proposito Gac aveva promosso una petizione firmata da
più di mille grossetani nel 2016 e aveva consegnato un Ordine del giorno all’attuale Amministrazione Comunale dopo che, a seguito di alcuni colloqui, ad aprile 2018 il sindaco e
presidente della Provincia di Grosseto aveva dichiarato: “per aumentare la sicurezza e l’efficienza sul territorio in un ambito così rilevante per il cittadino, è necessario che vengano attuate tutte le iniziative necessarie affinché le centrali del capoluogo grossetano (112, 113,
117, 115, 118, 0564-26000) siano accorpate tutte in un’unica Centrale Operativa Interforze
che risponda al Numero Unico d’Emergenza 112. Nel dettaglio, nel prossimo Consiglio comunale porteremo un Ordine del giorno che impegnerà l’Amministrazione ad attivarsi in tutte
le sedi competenti per risolvere questa annosa situazione.” Alle parole del primo cittadino,
però, non sono seguiti i fatti.
Per l’impegno profuso su tale tematica, GROSSETO AL CENTRO era stata invitata a partecipare ad un panel di esperti che ha prodotto il report UndiciDue2019 inviato alle
commissioni sanità di Camera e Senato e al presidente della Conferenza stato-regioni, con
lo scopo di contribuire all’assunzione delle decisioni di ordine politico, istituzionale e organizzativo per costruire un Numero Unico efficace e al servizio dei cittadini. GROSSETO
AL CENTRO ha consegnato un anno fa il report UndiciDue2019 all’allora Presidente della
Regione Toscana Enrico Rossi, all’attuale Assessore regionale Leonardo Marras e al Presidente della Conferenza dei sindaci Asl Toscana sud est Giacomo Termine.
In questi tempi recenti e a maggior ragione al tempo di oggi – della terza ondata pandemica

  • dove la luce al di là del tunnel ancora non si riesce a vedere chiaramente, dove tutto sembra sempre più precario, dal lavoro ai rapporti umani, la politica dovrebbe con coraggio
    adottare soluzioni serie ai problemi dei cittadini e incentrarle sui loro bisogni. Spesso, purtroppo – come temiamo che stia avvenendo in questo caso – le decisioni vengono prese in
    base alle esigenze corporative dei singoli stakeholder coinvolti. Quindi, per non toccare gli
    interessi di alcuno – per quieto vivere, si potrebbe dire, o forse per “realpolitik” – si livella in
    basso tutta l’efficienza del sistema di risposta all’emergenza. GROSSETO AL CENTRO, invece, ancora una volta esorta la politica locale a fare squadra e a difendere la qualità
    e l’efficienza delle risposte alle emergenze alzando lo standard generale per il nostro
    territorio.

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