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Cultura

A un anno dalla scomparsa della dottoressa Marri presentazione del libro a lei dedicato

martedì 8 giugno, alle 17 nel Giardino dell’archeologica la presentazione del volume curato dalla Società della Salute Grossetana e dedicato a Marta Marri, che ha rivoluzionato il sistema della salute mentale a Grosseto

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“Per Marta Marri. Storia e destino dell’esperienza di Salute mentale grossetana” è il titolo del volume a cura di Fabrizio Boldrini, Giuseppe Corlito ed Edvige Facchi, edito da Pacini editore nella collana della Società della Salute dell’Area Amiata grossetana, Colline Metallifere, Grossetana.
Un libro che ripercorre, attraverso la testimonianza di esperti e di collaboratori della dottoressa Marri, il percorso lungimirante e straordinariamente moderno della Salute mentale grossetana, intrapreso proprio dalla dottoressa che ha diretto per anni i servizi.
E proprio nel giorno dell’anniversario della morte della dottoressa Marri, avvenuta un anno fa, il volume sarà presentato. L’appuntamento è martedì 8 giugno, alle 17, al Giardino dell’archeologia di Grosseto, in via Ginori 43. Ad illustrare le ragioni che hanno spinto Coeso Società della Salute a realizzare la pubblicazione saranno i tre curatori con l’aiuto di Enrico Pizzi, direttore del TG9, oltre alla presenza di molte delle persone che hanno dato il loro contributo per la ricostruzione di un percorso durato anni, che ha fatto dei servizi di salute mentale del territorio, una delle esperienze più all’avanguardia in Italia.  “La morte di Marta Marri – dichiarano i curatori del volume Boldrini, Corlito e Facchi – ci ha colti un po’ impreparati alla fine della prima ondata della pandemia che ha stravolto il mondo così come lo conoscevamo. Noi, che l’avevamo conosciuta, apprezzata, che avevamo lavorato al suo fianco, ci siamo sentiti smarriti e da subito abbiamo sentito la necessità di trovare un modo per rendere giustizia al lavoro che ha fatto sul territorio, rendendo Grosseto uno dei luoghi più all’avanguardia per la cura della Salute mentale e per la fine dell’istituzionalizzazione. Questo libro, raccolta di testimonianze di vario genere, dalle ricostruzioni storiche a semplici e toccanti ricordi, vuole proprio lasciare una traccia di questo percorso, durato anni”.

 “L’incrocio con il tema della salute mentale della comunità e dei servizi preposti alla sua tutela – aggiunge Fabrizio Boldrini – ha significato l’avvio di un percorso molto istruttivo. Ho imparato nella pratica, e non solo attraverso i libri, che il destino della sofferenza psichica si gioca tutto nell’integrazione sociale, cioè nella capacità di mantenere nell’equilibro delle sue reti la diversità psichica come una ricchezza esattamente come l’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili è un arricchimento per la costruzione di una città a misura di tutti i cittadini. Le barriere da abbattere per l’integrazione della diversità psichica stanno nella testa delle persone, cioè nella cultura sociale della comunità e delle sue reti. Marta Marri ha dedicato tutta la sua vita ad  abbattere lo stigma dell’emarginazione sociale e la sua segregazione in contenitori chiusi, consapevole che questo fosse un bene per tutta la comunità e il nostro compito come operatori del sociale, della sanità e cittadini e portare avanti questo impegno”.

Il libro “Per Marta Marri. Storia e destino dell’esperienza di Salute mentale grossetana”
Il volume di oltre 200 pagine, è curato insieme a Fabrizio Boldrini, dallo psichiatra Giuseppe Corlito e dalla dottoressa Edvige Facchi, direttore dell’Unità operativa complessa di Psichiatria della zona grossetana. Vede il contributo, oltre che dei curatori, anche di numerose altre figure, dai medici agli psicologici, passando per infermieri, educatori, volontari, proprio a dimostrazione di come la salute mentale sia un percorso di comunità:  Giulia Almagioni, antropologa, Giuseppina Badia, assistente sociale, Cono Aldo Barnà, psichiatra e psicoanalista, Simone Belli, psichiatra, Marta Bellugi, infermiera, Carlotta Bevacqua, educatrice professionale, Carla Camici, assistente sociale e  psicologa, Mauro Camuffo, neuropsichiatra infantile, Giuseppe Cardamone, psichiatra, e psicoterapeuta, Giulia Castellani, medico, Stefania Cecchi, educatore professionale, Clara Cecchini, psicologa, Gabriella Cerchiai, volontaria, Lucia Contri, infermiera, Elena Contu, psicologa, Giulia Costoloni, psichiatra, Anna del Lesti, infermiere, Matteo Fiorani, storico, Luciano Giorgi, avvocato,  Giuseppe Iadimarco, infermiere, Dario Iozzelli, psicologo, Azienda Ospedaliera Universitaria di Firenze, Giampiero Lombardi, psichiatra, Nadia Magnani, psichiatra, Barbara Mamone, psicologa e psicoterapeuta, Paolo Martini, psichiatra, Stefano Milano, psicologo, Maria Platter, volontaria di Cittadinanza Attiva di Grosseto, Maria Grazia Petruzziello, psicologo, Carla Renieri, psicologo, Maria Rita Salemme, volontaria di Cittadinanza Attiva di Grosseto, Fabrizio Starace, psichiatra, Luca Terrosi, presidente della cooperativa sociale “Uscita di sicurezza”, Francesco Toninelli, psicologo, Valentina Zanobini, psichiatra.

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