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“Il Filo racconta”

22-27 giugno- sala San Lorenzo del palazzo vescovile, ore 17-20

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Torna la mostra del club del ricamo e arti femminili, dedicata quest’anno in modo particolare a Dante

 Dal 22 al 27 giugno la sala “San Lorenzo” del palazzo vescovile di Grosseto, in corso Carducci 11, ospiterà la mostra “Il filo racconta”, esposizione dei lavori realizzati a mano dalle socie del Club del ricamo e delle arti femminili. L’emergenza covid lo scorso anno aveva impedito lo svolgersi di una iniziativa entrata ormai nel cuore di tanti grossetani; quest’anno – pur con tutte le precauzioni necessarie – l’esposizione verrà fatta, mettendo in mostra sia lavori preparati per l’edizione 2020 mai realizzata, che quelli realizzati durante l’ultimo inverno e dedicati in modo particolare a Dante nei 700 anni dalla morte.

La mostra resterà aperta ogni giorno dalle 17 alle 20 con ingressi a gruppi di due-tre persone per volta.

“Parole, immagini, musica, ricami sono linguaggi diversi, ma rappresentano tutti il desiderio di esprimere il nostro interiore – dicono le socie del club – Da ‘In principio era il Verbo’, la parola è stata l’essenza della vita, parola che è pensiero detto, scritto, cantato, dipinto e…ricamato! Oggi le parole, le immagini, la musica sono troppo spesso svilite, costrette in slogan, comunicate con superficialità, consumate in fretta e alla fine non dicono più nulla. Tradurre in ricamo una poesia, una canzone, il dettaglio di un quadro vuol dire riflettere su ciò che vogliono significare e quindi, da un lato capire qualcosa di più di noi stessi, dall’altro comunicazione agli altri questo qualcosa di noi. In questo contesto la poesia di Dante ci sembra particolarmente indicata ad accompagnarci nel nostro viaggio – concludono le socie del club, che fa parte del comitato celebrativo “La Maremma per Dante, cultura per la vita. 1321-2021” – Ringraziamo il vescovo Rodolfo che anche quest’anno ci apre le porte dell’Episcopio per questo momento culturale e artistico che, speriamo, contribuisca ad allietare gli animi di chi visiterà l’esposizione”.

“Vengo da una famiglia in cui ago e filo erano oggetti abituali – dice il vescovo Rodolfo, amministratore apostolico della diocesi di Grosseto – Le mamme, le nonne, le zie, ricamavano i corredi, ma usavano ago e filo anche per rattoppare i vestiti, che dovevano durare nel tempo. Per questo ogni volta che penso a questa arte avverto la bellezza di un’esperienza che era vita in tante delle nostre case. Al contempo mi viene alla mente, però, quanto dice Gesù nel Vangelo: Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Ecco, che questa mostra, frutto del lavoro silenzioso e, negli ultimi tempi anche solitario, delle socie del club del ricamo sia un monito anche a questo bisogno di rinnovamento interiore, che passa anche dalla bellezza e dal saperla riconoscere”.

Sorto nel 1999, il club del ricamo e delle arti femminili mette insieme donne con la passione per queste attività, col desiderio di tenerle vive e di riproporle in interpretazioni più attuali. Quanto raccolto dal club è sempre devoluto a fini benefici. Prima dello scoppio della pandemia le socie si riunivano il martedì e il giovedi in Seminario per lavorare, imparare e progettare insieme.

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