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Sentenza Consiglio di stato su tariffe asili comunali, la Lega: “Una battaglia contro una delibera della giunta Bonifazi che ci vide protagonisti in consiglio dai banchi della minoranza. Dopo la vittoria fatte scelte ben diverse evitando gli errori del centrosinistra”

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“Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che era giusta la battaglia fatta dal Comitato delle Famiglie e dall’opposizione nel 2012 contro l’aumento delle tariffe degli asili comunali da parte della Giunta Bonifazi. Fin dal 2016 con l’amministrazione Vivarelli Colonna abbiamo impostato un percorso diverso basato su più equità e maggiori riduzioni per le famiglie”. Così gli assessori della Lega Giacomo Cerboni e Riccardo Megale accolgono con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato. “Ricordiamo  -affermano i due assessori che furono i principali protagonisti dell’opposizione- che la battaglia fatta in consiglio insieme agli allora consiglieri Andrea Ulmi, Mario Lolini, Claudio Pacella e Pierfrancesco Angelini contro la decisione del luglio 2012 dell’assessore all’istruzione dell’epoca Luca Ceccarelli, che prevedeva un aumento delle tariffe fino al 300 per cento, applicato dopo il termine di iscrizione ai servizi educativi, vide all’esterno del consiglio comunale la contestuale costituzione di un Comitato con quasi cento genitori”. Una decisione che portò il Comitato al ricorso al Tar. “Fu proprio il Tar a dare ragione ai genitori – affermano Cerboni e Megale- tanto che si giunse ad un rimpasto di deleghe con il passaggio dell’Istruzione dall’assessore Ceccarelli all’assessore Giovanna Stellini. La giunta Bonifazi, però, non si fermò qui e propose ricorso al Consiglio di Stato che ha portato alla decisione odierna”. Gli assessori Giacomo Cerboni e Riccardo Megale ribadiscono perché una volta vinte le elezioni non sia stato revocato il ricorso al Consiglio di Stato e le conseguenti cartelle di pagamento da parte della Giunta Vivarelli Colonna. “Seppur la ritenessimo una scelta giusta – affermano Giacomo Cerboni e Riccardo Megale – saremmo però andati incautamente incontro ad una potenziale azione per danno erariale per non aver atteso l’esito di un giudizio in corso. Queste sono le regole e noi, nostro malgrado, ci siamo dovuti adeguare rispettandole. Nel concreto, però, dopo la chiusura dell’Istituzione dei servizi educativi Iside,  nel 2017 abbiamo dato il nostro contributo al lavoro dell’Assessore Chiara Veltroni sulla revisione dei criteri e delle tariffe dei servizi educativi, proprio tenendo in considerazione gli errori della precedente amministrazione, e crediamo di aver fatto cosa buona, tanto da evitare nuovi ricorsi o contestazioni”. Il dispiacere di Cerboni e Megale, cui si unisce quello della Lega con i consiglieri dell’epoca Andrea Ulmi, Mario Lolini, Claudio Pacella e Pierfrancesco Angelini, è quello che di solito della sentenza beneficiano solamente i ricorrenti. “Purtroppo – affermano i due assessori- solo chi aveva presentato il ricorso di solito beneficia degli effetti ottenendo i rimborsi, oppure chi aveva deciso di rischiare non pagando perché non dovrà sborsare la differenza. Tutta la vicenda avviata 9 anni fa, però, deve essere di insegnamento a chi amministra a non dare vita ad aumenti temerari, come fece la giunta Bonifazi a trazione Pd, che portano a ricorsi e sconfitte, che incidono sulle casse del Comune e soprattutto che costringono i cittadini a doversi difendere dalla pubblica amministrazione”.

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