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Emanuele Perugini: “Una campagna elettorale senza politica”

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Una campagna elettorale strana secondo il candidato sindaco Emanuele Perugini del Polo Civico per Grosseto e di Insieme per Grosseto.

“Finora la vera assente dalla campagna elettorale è la politica – spiega Perugini – La politica intesa non come raccolta dei vari interessi personali, ma vissuta come la ricerca di un punto di equilibrio fra gli interessi collettivi”.

“Anche nei recenti interventi programmatori sulla futura connotazione urbanistica di Grosseto, apprendiamo di volta in volta dai media aspetti particolari legati ai centri commerciali ed al commercio – continua il candidato – alle esigenze abitative per giovani coppie, spesso illustrati in termini tecnici, farciti di burocratese, da politici che adottano un linguaggio che non è certo quello del popolo”.

Ma quale è la visione complessiva della Grosseto del futuro?

“Quello che oggi abbiamo sotto gli occhi non è un territorio ben curato, di problemi ne vediamo ovunque voltiamo lo sguardo, ed al cittadino non interessa per niente se dipendono dalla mancanza di finanziamenti o dai tempi della burocrazia – insiste Perugini – ma sapere con precisione se e quando saranno risolti. Ma a quanto pare la nostra amministrazione comunale preferisce non vedere il quadro generale e concentrarsi su aspetti particolari, in maniera che sia più facile dipingere una realtà tutta rose e fiori”.

Nonostante lo stravolgimento alla vita sociale e la sfida ambientale non più rimandabile, il motivo di fondo degli strumenti urbanistici rimane sostanzialmente lo stesso, non certo improntato a gestire una oramai ineludibile fase di transizione ecologica.

“Sostanzialmente la vecchia politica continua a far finta che il vecchio modello sociale sia il migliore possibile – prosegue Emanuele Perugini – evitando accuratamente di proporre variazioni degne di significato, che poi si dovrebbe trovare a guidare. Peraltro quando le circostanze le impongono di agire i risultati sono spesso mediocri, rivelando che invece di guidare la società essa si limita a inseguire il consenso. Eppure anche il cittadino più semplice ha capito che è meglio avviare un cambiamento cercando di governare i fenomeni che esso comporta che esserne travolti dopo averlo ignorato per troppo tempo”.

“Considerato che le prossime estati saranno torride e qui in Maremma quasi certamente anche siccitose – conclude Perugini – credo che gli strumenti urbanistici dovrebbero soprattutto prevedere interventi atti a garantire a tutti i cittadini la futura vivibilità del nuovo territorio, ragionando su zone alberate in modo da abbattere le temperature e consentire comunque la vita all’aperto, su invasi ove raccogliere l’acqua nei periodi piovosi per poi poterla distribuire per fini irrigui durante i periodi siccitosi, su aree in cui avviare una riconversione edilizia eco sostenibile, su come stimolare l’uso delle energie rinnovabili. Il tutto alla luce della pandemia che comunque non è destinata a terminare domani, e invece sembra avulsa da ogni ragionamento su come la popolazione maremmana sarà obbligata a vivere il proprio territorio urbano”.

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