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Sabato 25 sulle mura un dialogo sulla Città Futura. Grosseto Città aperta organizza un incontro su urbanistica e non solo

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A Grosseto stiamo assistendo a un vertiginoso consumo di suolo, alla moltiplicazione di costruzioni che stanno sconvolgendo l’equilibrio fra spazi urbani e dintorni. Si annunciano, già programmate, trasformazioni dell’urbanistica di Grosseto che vanno in una direzione opposta a quell’idea di città che i modelli di ecologia urbana ci consegnano.

Sabato 25 settembre, dalle 17.00 al bar Hottimo sul bastione “cinghialino”, la lista Grosseto Città Aperta per Leonardo Culicchi Sindaco organizza un incontro pubblico dedicato a “Dialogo sulla città futura. Non solo urbanistica”. Con la partecipazione dell’architetto Edoardo Milesi, fra i più noti progettisti e urbanisti italiani, le candidate al Consiglio comunale per GCA Ginevra Detti e Cristina Citerni, gli architetti Giovanni Fontana Antonelli e Stefano Giommoni, la storica Luciana Rocchi.

«Si parlerà – spiega il coordinatore e candidato di Grosseto Città Aperta, Carlo De Martis – di rigenerazione urbana e riqualificazione urbanistica, perché Grosseto ne ha un grande bisogno e nuovi progetti sono possibili se desideri/bisogni dei cittadini si incontrano con la volontà politica. Il quinquennio che abbiamo alle spalle ci consegna una città più povera di bellezza e di coesione sociale, malsicura e chiusa in se stessa. Noi di Grosseto Città Aperta abbiamo un’idea di città da condividere».

La città – ha scritto qualche tempo fa Edoardo Milesi nel contesto di un laboratorio relativo a Grosseto – è prima di tutto un’architettura relazionale e sociale, il suo carattere unico è il risultato di un’arte collettiva… Città è abitare insieme, costruire insieme, condividere esperienze… costruire e coltivare relazioni. Solo così il villaggio diventa città”.

Allora non è solo compito per architetti, che sono sì “tecnici” capaci di elaborare progetti, ma in quanto interpreti di quel bisogno di relazioni che nella città, in ogni città in modo speciale, è il frutto di stratificazioni di storie e vissuto collettivo. Per questo abbiamo chiamato ad avviare un dialogo con i cittadini sul futuro di Grosseto non solo architetti, ma portatrici e portatori di esperienze diverse che sollecitano un indispensabile, urgente e concreto processo di rigenerazione urbana.

Centro storico e zone adiacenti mostrano impietosamente un degrado espressione di sofferenza sociale. Quello che è rappresentato come il tema della sicurezza è mancanza di sane relazioni sociali e di spazi capaci di essere usati come luoghi dell’abitare insieme. Via Roma, le Mura Medicee, l’ex-Cinema Marraccini, l’abbandono di piccoli o grandi spazi, la mancanza di cura per rendere vive e abitate le aree verdi sono espressione della sofferenza di cittadini, giovani soprattutto, privi di luoghi per la vita collettiva.

Il fenomeno paradossale dell’allontanamento dei giovani sta consegnando Grosseto a un futuro di declino demografico, sociale e culturale. Grosseto è invece una città straordinaria, potenzialmente capace di diventare un modello di ecologia urbana, città per tutti, a misura di buona vita.

Città malgrado. Era una definizione di GianFranco Elia, sociologo urbano che ha vissuto e studiato metamorfosi e inerzie della sua città, fin dagli anni Sessanta. C’è stato il tempo della modernizzazione e delle innovazioni nate da culture politiche anticipatrici di una democrazia partecipata, della cura della città e della valorizzazione degli spazi che aveva intorno. C’è stato poi il tempo delle inerzie. Il terzo millennio esige la soluzione di vecchi e nuovi problemi, la ricerca di nuove armonie, il coraggio che in alcuni momenti ha reso Grosseto autentica città d’avanguardia.

Grosseto Città Aperta

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