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Ambiente

La Fai Cisl chiede un incontro a Sfera agricola per le condizioni dei lavoratori

Sfera Agricola: la Fai Cisl chiede un incontro sulla situazione dei lavoratori
“Un’azienda al top delle tecnologia, che non è altrettanto avanti per le condizioni dei dipendenti”. Al centro delle richieste della Fai il pagamento degli stipendi, gli inquadramenti professionali, il ricorso a cooperative esterne

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Antonella-Biondi-segretaria-generale-della-Fai-Cisl-di-Grosseto

“Un moderno Titanic, bello a vedersi, ma che rischia di affondare”. È al celebre transatlantico, affondato nel 1912, che la Fai Cisl Grosseto paragona la società agricola Sfera, lanciando l’allarme su una serie di condizioni che, secondo il sindacato grossetano, devono essere immediatamente modificate. “La società agricola Sfera è un’azienda che dal 2016 ad oggi è cresciuta notevolmente, creando ricchezza occupazionale e un importante indotto per la provincia di Grosseto: con oltre 150 dipendenti questa imponente realtà che veste i panni di un’azienda agricola ma, in realtà, assomiglia di più ad un polo industriale, è conosciuta come una serra idroponica al top della tecnologia nata per produrre di più limitando i costi di gestione.

“Purtroppo però le condizioni dei lavoratori non sono altrettanto ottimali”. La Fai Cisl, che rappresenta la quasi totalità dei dipendenti iscritti ad un sindacato, lancia l’allarme sulle condizioni contrattuali: “A partire dagli stipendi, che vengono pagati a scaglioni, senza nessuna ragione logica e senza rispetto per chi, nelle serre e nei locali di confezionamento dei prodotti, lavora con fatica e impegno. Per non parlare, poi, dei livelli di inquadramento contrattuale, che sono sotto la media delle altre aziende del territorio: a Sfera ci sono lavoratori con mansioni di 1°e 2° livello inquadrati e pagati con tariffe di 5° e 6° livello: scelte che tolgono dignità e professionalità ai lavoratori”. Negli ultimi mesi, inoltre, denuncia la Fai Cisl: “C’è stato un grande esodo di personale che, stanco di una situazione non più sostenibile, ha lasciato il lavoro per andare altrove. Inoltre, l’azienda non rispetta i patti: i trattamenti di fine rapporto relativi all’anno 2020 che avrebbero dovuto essere erogati tutti nella busta paga di gennaio 2021 sono stati pagati pochi giorni fa, su nostra continua sollecitazione e con oltre 11 mesi di ritardo. Una vera vergona, visto l’importo degli stipendi: un lavoratore agricolo di 6° livello prende poco più di mille euro mensili. Una cifra che rende davvero difficile per le famiglie andare avanti”.

La Fai Cisl denuncia problemi anche per gli addetti nel reparto di confezionamento: “Molti lavoratori del reparto che, per un breve periodo, erano stati esternalizzati ad un’altra azienda all’interno di Sfera Agricola, devono ancora riscuotere i primi 11 giorni del mese di settembre 2021, nonostante l’impegno verbale al pagamento della direzione aziendale di Sfera con la nostra sigla sindacale. Per non parlare poi del fatto che molti lavori della serra vengono appaltati a cooperative esterne, riducendo quindi i giorni di lavoro degli operai agricoli a tempo determinato, che si vedono, in questo modo, ridurre notevolmente la paga per il minor numero di giornate lavorate”.

“Come Fai Cisl – aggiungono dal sindacato – ci batteremo fino alla fine per difendere i diritti dei lavoratori: auspichiamo di essere convocati dall’azienda nei prossimi giorni, per essere messi a conoscenza del piano industriale per il futuro dei lavoratori. Se così non fosse, saremmo costretti a procedere con le iniziative che riterremo più opportune”.

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