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Caro benzina, stangata per gli Agenti di commercio

Parla il presidente Fnaarc Confcommercio Grosseto Bruni

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La stangata del “caro energia” si abbatte pesantemente anche sugli agenti e rappresentanti di commercio. A parlare è il presidente Fnaarc Confcommercio Grosseto Valter Bruni. “Ci mancava soltanto questa, dopo la pandemia – commenta Bruni – Speravamo in una ripresa, ma qui ad impennarsi sono solo i costi, che sono diventati insostenibili”.

Come noto, gli agenti e rappresentanti di commercio hanno praticamente il loro “ufficio” nell’auto, e quindi per i professionisti di questa categoria, con una media annua di oltre 60 mila chilometri percorsi, a pesare maggiormente è il rincaro del carburante, oltre all’incremento dei prezzi di bollette energetiche e di tutto il resto.

 “Il nostro comparto ha registrato un incremento delle spese di almeno il 30 per cento. Salgono nominalmente anche i ricavi, ma è una crescita fittizia derivata dall’inflazione – continua Bruni – La diminuzione delle vendite aveva già assottigliato i nostri margini, in particolare per la concorrenza del commercio on line, a cui si sommano i ritardi nelle forniture e la carenza di prodotti da vendere”.

Il sindacato di categoria Fnaarc Confcommercio sollecita subito interventi concreti per gli operatori del settore: “Parliamo di circa 225.000 professionisti in Italia che, intermediando oltre il 70% del Pil nazionale, costituiscono il motore delle Pmi. Non dimentichiamoci che gli agenti di commercio sono fra le categorie più colpite dalle conseguenze economiche della pandemia”.

Inoltre, con urgenza, come richiesto a gran voce dal presidente nazionale Fnaarc Alberto Petranzan, “va ridotto il costo del carburante anche agendo sulle accise. I costi di trasporto stanno subendo violenti rialzi e sono la voce di spesa più importante nel bilancio degli agenti e rappresentanti di commercio. Crediamo indispensabile calmierare i costi legati alla mobilità. Inoltre, vanno attualizzati i parametri fiscali di deducibilità dell’acquisto dell’auto perché il tetto attuale non ci consente di poter investire adeguatamente per rispondere a pieno alle nostre esigenze: dalla maggior sicurezza dell’autovettura, alle nuove tecnologie green”.

In sintesi, “è necessario che venga compiuto ogni sforzo al fine di ridurre le aliquote – conclude il presidente provinciale di Fnaarc Grosseto Bruni, tirando le somme – nonché la pressione fiscale, altrimenti non c’è futuro neanche per la nostra categoria”.

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