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Blocco della cessione dei crediti, Cna: “Rischio di vanificare la ripresa economica”

L’indagine di Cna evidenzia quanto il decreto Sostegni ter possa ridurre i ricavi per l’intera filiera

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Secondo l’indagine di Cna, rivolta a circa duemila imprese, che rappresentano un campione importante del settore delle costruzioni che vanta 500mila aziende e quasi 1,5 milioni di addetti, la limitazione della cessione dei crediti per i bonus dell’edilizia scaturirà un effetto particolarmente negativo e pesante sull’intera filiera.
“Il blocco – spiega Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto – inserito nel decreto Sostegni ter potrebbe severamente vanificare la ripesa economica del settore. Tant’è vero che circa l’80% delle imprese intervistate da Cna nazionale ipotizza una riduzione dei ricavi per la contrazione della domanda, con percentuali che variano dal 70% per la filiera delle costruzioni all’81,8% per i serramenti. Segnalo, inoltre, che il 12% delle imprese specifica che dovrà ridurre l’organico”.
Un dato preoccupante, sempre secondo l’analisi di Cna, è la stima relativa al crollo del fatturato per le imprese che operano nel settore delle costruzioni che si aggira intorno al 40%, rispetto al 2021. La contrazione si registrerebbe anche per i serramenti, pari al 32,4%, e all’impiantistica, un meno 30%.A seguito dell’entrata in vigore del decreto Sostegni ter, esattamente la metà del campione intervistato registra la totale indisponibilità dei soggetti terzi di acquisire i crediti derivanti dallo sconto in fattura, mentre il 13% delle imprese ha ricevuto la richiesta di rinegoziazione delle condizioni. Inoltre, quando il provvedimento è entrato in vigore, più di un’impresa su due era nella condizione di dover smobilizzare crediti per lavori effettuati con lo sconto in fattura al cliente. Crediti che con molta difficoltà potranno essere ceduti, tant’è che oltre centomila imprese potrebbero non incassare il corrispettivo delle fatture emesse con il rischio di trovarsi in una condizione di grave squilibrio finanziario.
“Riteniamo che sia necessario – continua Anna Rita Bramerini – un intervento netto per non bloccare la riqualificazione del patrimonio immobiliare, in armonia con gli obiettivi, previsti anche dalla Commissione Ue, di transizione energetica e per non compromettere la filiera delle costruzioni. Non c’è dubbio che la cessione dei crediti d’imposta sia uno strumento di notevole utilità, mentre per garantire che i crediti immessi sul mercato siano veri devono essere certificati da soggetti terzi competenti ed abilitati. La Pubblica amministrazione ha gli strumenti per compiere i controlli, evitando che a rimetterci siano i soggetti che operano nella piena legalità rispetto a chi invece tenta di frodare lo Stato”.

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