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Il personaggio “Tea” in aula con noi – incontro con l’autrice

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A conclusione dei progetti annuali di plesso, la Scuola d’Infanzia di Via Mazzini, guidata dalla Dirigente Laura Superchi, l’ultimo appuntamento con gli autori ha previsto un incontro online con la scrittrice fiorentina Silvia Serreli. Laureata in Storia dell’Arte, studiosa di Storia dell’Illustrazione italiana, ha vinto il concorso Scarpetta d’Oro nel 2009 e il White Ravers nel 2010. Pluripubblicata come autrice presso Mondadori, Il Castoro, Giunti Editore, Einaudi, Gribaudo, EDT Giralangolo, ha scritto articoli per “Focus Pico” della Gruner/Jahr Mondadori e collaborato con Rai Gulp per la serie animata “Atchoo!”. Dal 2010 ad oggi, ha dato alla stampa oltre venti libri con il personaggio “Tea”, una bambina alle prese con esperienze di vita quotidiana, delineata come un personaggio da vignetta o da manga: occhi enormi, due dentini contati contati in bocca, la lingua rosea, i buffi codini neri in testa come simpatiche orecchie da cagnolino. Di questa serie narrativa è già pronta una nuova pubblicazione della quale l’autrice mantiene il riserbo. Le tre sezioni del plesso di Scuola d’Infanzia di via Mazzini, facente parte dell’Istituto Comprensivo “Grosseto 2” hanno letto in classe e hanno poi lavorato su una decina di testi in totale. Le vicende della protagonista sono state utilizzate in particolar modo per affrontare tematiche sulla gentilezza (“Perchè devo chiedere scusa?”), l’educazione (“Quanto pesa una bugia?”), l’alimentazione (“A chi piacciono le verdure?”), il bullismo (“Chi ha paura dei bulli?”), la consapevolezza di sé (“Tu di che colore sei?”, “Cosa faccio se mi annoio?”, “Ma io sono bella?”), l’uso consapevole della tecnologia (“Mi dai il telefono?”), l’arrivo e la convivenza con un fratellino o con una sorellina (“A chi volete più bene?”), l’educazione ambientale, la semina e la pazienza di saper attendere (“Perchè devo aspettare?”).

Le storie sono state lette a voce alta direttamente dalle maestre, ma è anche stato utilizzato il sito raccontastorie Faba, proponendo la versione audiolibri; oppure sono state presentate alcune di esse tramite il canale YouTube della stessa scrittrice. Un paio inoltre sono state proposte in lingue straniere, in particolare in polacco (scoprendo curiosamente che in Polonia Tea è chiamata Lena), poiché durante l’anno sono stati effettuati vari approfondimenti di Educazione Civica sul “Manifesto della Comunicazione non-ostile” nella propria lingua d’origine e ciò ha permesso anche di approfondire la conoscenza dello Stato di provenienza familiare o le città di prossima abitazione di diversi alunni presenti in sezione, favorendo l’ascolto plurilingue con canzoni, racconti, proposte didattiche in lingua.

Durante il collegamento con i bambini di tre anni, che hanno acquisito consapevolezza di cos’è un’autrice vedendola finalmente dal vivo, Silvia Serreli ha letto la storia “Sii gentile, Tea!”, tratta dalla raccolta “Fa’ la brava, Tea!”. Il racconto è stato letto come un inno di incoraggiamento per i bambini a sperimentare la “gentilezza contagiosa”, scoperta dalla stessa Tea andando con la nonna al mercato. La storia è stata corredata dalle tavole grafiche dell’autrice, man mano che procedeva nella lettura in viva voce.

Ai bambini di quattro anni, Serreli ha proposto invece un’altra vicenda della raccolta, e cioè “Perchè non mi ascolti, Tea?”, in questo caso motivazionale all’ascolto. Tea se ne fa portavoce dopo che, disobbedendo e frugando di nascosto nella borsa ricca di tesori della mamma, le smarrisce un oggetto importante, le chiavi della macchina. Poichè i bambini avevano lavorato durante l’anno al “contenuto” della borsa della Dottoressa Montessori, si sono ricollegati agevolmente alle precedenti esperienze proposte proprio secondo la metodologia montessori e hanno capito l’importanza del suggerimento di Tea che propone a tutti di ascoltare dentro se stessi il proprio “bambino interiore”, assumendo in modo innato e autonomo le conseguenze delle proprie azioni, in modo da auto-maturare senza costrizioni nel perfezionamento dei propri comportamenti responsabili.

Con i bambini di cinque anni, infine, Silvia ha letto un ultimo raccontino, “Si sta composti a tavola, Tea!”, il cui “pensierino finale” del box nell’ultima pagina era finalizzato a far loro comprendere che con la pazienza, stando cinque minuti composti, si diventa davvero educati e bravi non solo a tavola ma anche in tutte le altre occasioni quotidiane.

A fine incontro, tante le curiosità dei bambini. L’autrice ha risposto a domande sulla stessa Tea, sul perché fa judo, se esiste davvero o se si tratta di un personaggio di fantasia, quando è stato realizzato il primo libro della serie. Ha spiegato inoltre ai bambini come si inventa una storia: si immagina una scena, la si scrive, si semplifica il testo e poi si passa al bozzetto grafico, che Serreli preferisce fare a mano e non con software, disegnando con la matita tradizionale, e poi passando al riempimento tramite pennelli e acrilici. Se all’editore la storia piace, stampa le varie sequenze dei bozzetti, impagina il testo e manda in pubblicazione il libro, in modo che arrivino le copie da acquistare in tutte le librerie. Alla domanda se abbia una sua libreria in casa, l’autrice ha risposto che ne ha una piena di albi illustrati, tipologia di format da lei molto amata. I bambini le hanno raccontato di aver lavorato tutto l’anno alla realizzazione di una piccola biblioteca in classe, suddividendo i libri per categorie e per colore e mettendo un’etichetta su ciascun libro. La Serreli ha concluso l’incontro esprimendo il desiderio di poter visitare, in futuro, la scuola con la biblioteca allestita da loro, rendendosi disponibile, impegni permettendo, a proseguire la collaborazione con le docenti e con i bambini anche per tutto il prossimo anno.

Tìndara RASI

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