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De Martis: troppi affidamenti diretti negli appalti comunali. Priorità a gare e concorsi di progettazione pubblici

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Nei giorni scorsi l’Ordine degli Architetti di Grosseto è intervenuto sulla stampa sollecitando gli enti locali, a cominciare dal comune capoluogo, a ricorrere ai concorsi di progettazione per le opere di pubblico interesse, così da garantire un’ampia partecipazione di cittadinanza e professionisti, al contempo incentivando un meccanismo di qualità per le progettazioni.

Interviene così Carlo De Martis, coordinatore della lista Grosseto Città Aperta in corsa per le prossime elezioni a sostegno del candidato sindaco Leonardo Culicchi.

Un appello non nuovo quello dell’Ordine degli Architetti – sottolinea De Martis – ma che fino ad oggi è sistematicamente caduto nel vuoto, almeno per quanto riguarda il Comune di Grosseto che in questi anni non solo ha mancato di dare spazio ai concorsi di progettazione, ma ha pure perseverato nella pessima abitudine di optare, in luogo di gare aperte a più partecipanti, ad incarichi diretti. Un’opzione formalmente legittima, ove previsto, ma discutibile in termini di opportunità, perché così facendo ciò che prevale è la scelta politica che, spesso e volentieri, non coincide con la scelta migliore per la qualità del progetto, e dunque per i cittadini.

Da ultimo pensiamo agli incarichi per l’elaborazione del progetto per il ‘Pinqua’, il Programma innovativo per la qualità dell’abitare: affidamenti diretti, a due studi professionali fiorentini, per un impegno di spesa complessivo di oltre 100 mila euro.

Il quel caso, oltretutto, il Comune è ricorso in fretta e furia allo strumento dell’affidamento diretto perché, nonostante in Consiglio comunale lo avessimo sollecitato, era in ritardo clamoroso rispetto alle tempistiche del bando, tanto da essere riuscito a presentare un solo progetto (per fortuna ottenendo 15 milioni) quando era possibile presentarne tre. Come hanno fatto altri comuni, più efficienti e solleciti del nostro, che così facendo sono riusciti ad ottenere fino a 45 milioni di euro mentre noi abbiamo lasciato sul piatto ben 30 milioni. Una vicenda ancora tutta da chiarire per la quale ho presentato un’interrogazione alla quale confido che sindaco e assessore all’urbanistica vorranno fornire risposta, evitando di sfuggire alle loro responsabilità come accaduto con altre interrogazioni che da mesi sono in attesa di riscontro.

Una vicenda che impone tra l’altro di interrogarci su un ulteriore problema strutturale quale è il sottodimensionamento degli uffici tecnici della nostra amministrazione comunale, riconosciuto dalla stessa giunta senza tuttavia prospettare una qualsivoglia soluzione. Una carenza di organico che dovrà essere superata a stretto giro, perché è impensabile affrontare nelle attuali condizioni quella che si annuncia come una stagione di straordinarie trasformazioni per il territorio, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’esecuzione delle opere del Pinqua alle porte.

Una ragione in più per adottare un cambio di direzione. Troppo spesso si approfitta della facoltà dell’affidamento diretto senza gara e pressoché mai si ricorre ai concorsi di progettazione, privilegiando sistematicamente professionalità scelte, invece, su base politica. Magari, come nel caso del Pinqua, pure escludendo a monte i professionisti del territorio.

Noi – conclude De Martis – se i grossetani ci daranno fiducia faremo esattamente il contrario. Concorsi pubblici e gare per selezionare idee e progetti. E che vinca il migliore. Non il più ‘affine’.

Carlo De Martis, Grosseto Città Aperta

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