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Quarantena non coperta dall’Inps, Biliotti: “Rifinanziamento o i lavoratori ne faranno le spese”

Katiuscia Biliotti, segretaria generale della Cisl di Grosseto, lancia l’allarme: “Stipendi decurtati per chi rispetta un obbligo previsto dalla legge, ma non può fruire di permessi o ferie”.

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I lavoratori in quarantena per Covid-19 non potranno usufruire dell’indennità di malattia. A dare la notizia è stato lo stesso ente di previdenza che, nel messaggio 2842 del 6 agosto scorso, afferma che l’indennità di malattia in caso di quarantena fiduciaria, non potrà essere erogata, in quanto il legislatore non ha stanziato per il 2021 nuove risorse. “Di punto in bianco – commenta la segretaria generale della Cisl di Grosseto Katiuscia Biliotti – nel mese di agosto, salta la copertura previdenziale per la quarantena. Si tratta, secondo quanto si apprende dall’Inps, di una novità che riguarda tutto il 2021 e che quindi avrà valore retroattivo e le lavoratrici e i lavoratori del settore privato non saranno più coperti non solo da ora in poi, ma anche per gli eventuali periodi di quarantena già vissuti. Assistiamo, ancora una volta, alla medesima situazione: non ci sono i soldi, l’Inps chiude i rubinetti e le persone già fortemente provate da un lungo periodo molto difficile, fatto di casse integrazioni, sospensioni dal lavoro e  tanti tagli salariali si vedono costrette a usufruire, se fortunate, di ferie e permessi. Si aprono, invece, scenari ancora più preoccupanti per chi non ha periodi di congedo”.
In altre parole, un lavoratore che, negli ultimi 8 mesi, è stato in quarantena fiduciaria per la presenza di un familiare o un convivente positivo o per essere entrato in contatto con una persona affetta da Covid-19, pur credendosi ‘coperto’ perché in possesso di un certificato medico, potrà vedersi decurtato lo stipendio. “O, nella migliore delle ipotesi – continua Biliotti – potrà ricorrere a permessi, retribuiti o meno, e ferie”.
La quarantena, introdotta con decreto nel marzo 2020, è il periodo di dieci giorni di isolamento obbligatorio per tutti coloro che sono entrati in contatto con soggetti positivi al Covid-19. Una disposizione che viene ridotta a sette giorni per chi ha completato il ciclo vaccinale. “Nel nostro territorio solo ieri si sono registrati 31 nuovi contagi da Covid-19. Quante sono le persone che, entrate in contatto con loro, dovranno assentarsi dal lavoro? Si tratta di numeri importanti, che non possono essere ignorati”.
“Se il Governo non interverrà con un rifinanziamento, che le organizzazioni sindacali hanno già richiesto senza avere ancora risposta – dice Biliotti –, a farne le spese saranno i lavoratori e i datori di lavoro. Un fatto ancora più grave se si pensa che ci avviamo alla ripresa di una serie di attività: quelle produttive, che magari hanno effettuato un periodo di pausa estivo, la scuola, l’aumento dei trasporti pubblici.  Resta da capire poi come l’Inps richiederà la prestazione già erogata: lo farà rivolgendosi direttamente ai lavoratori o passerà per i datori di lavoro? E questi ultimi come potranno recuperare le prestazioni già anticipate e restituire le cifre all’Inps, decurtando parte dello stipendio ai propri dipendenti?”. “È necessario – conclude la segretaria Biliotti – fare immediatamente chiarezza su questa situazione, per evitare che, di nuovo, siano le fasce più deboli a fare le spese di questa terribile emergenza che stiamo vivendo”.

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