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Il 3 febbraio 90 anni per don Giovanni Tumiatti, parroco di Buriano

Redazione

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ll 3 febbraio don Giovanni Tumiatti, parroco di Buriano, compirà 90 anni.

Un bel traguardo per questo dinamico sacerdote, nativo di Goro (Ferrara), ma castiglionese di adozione, che ha servito la Chiesa di Grosseto come parroco in tante comunità e continua a farlo anche come testimonianza verso i seminaristi con i quali oggi vive in via Ferrucci.

Don Giovanni arrivò in Maremma con la mamma e la sorella, al seguito del padre – chiamato a gestire una fabbrica di sardine a Castiglione della Pescaia – a 6 anni.

Ordinato prete nel 1957, è stato vice parroco a Ribolla e a Porto Santo Stefanoamministratore parrocchiale a Casal di Pari, poi parroco a Pian d’Alma, dove grazie alla sua intraprendenza e ad uno spirito imprenditoriale che lo hanno sempre connotato, dette l’impulso decisivo alla costruzione della chiesa di Punta Ala. Da lì, il vescovo Galeazzi lo inviò parroco a Sassofortino (’66-68). Poi, la morte improvvisa di don Bailo, spinse il Vescovo a scegliere don Giovanni per gestire quella delicata eredità a Roccastrada. Fu un’impresa titanica, forse la più “tosta” per don Giovanni, che rimase a Roccastrada 13 anni. La situazione economica dell’Istituto geriatrico, quando arrivò, era difficile, “eppure – ha raccontato al settimanale Toscana Oggi in occasione del 60esimo di sacerdozio – lì ho scoperto davvero la Provvidenza. Uscimmo dalle pastoie, ripartimmo con impegno e quando nell’81 andai via, la struttura era ampliata e sempre più professionalizzata”. La nuova tappa fu Alberese. Anche qui la cura della comunità e delle strutture. Dopo 9 anni, di nuovo valigia in mano: “C’erano varie parrocchie sguarnite di preti in quel periodo– ha raccontato sempre al settimanale diocesano – e il vescovo Scola ad una riunione del clero chiese se c’era qualche sacerdote disponibile a spostarsi. Io mi offrii, pensando di andare in qualche paese; invece Scola mi convocò e mi disse: “Vieni a fare il parroco della Cattedrale“». Dopo gli anni in Duomo, Buriano: qui da 22 anni porta avanti la comunità con molte iniziative e con un impegno forte nel recupero e valorizzazione della chiesa, culminato, a febbraio 2017, nella inaugurazione della sala espositiva parrocchiale di arte sacra.

Da poco più di un anno don Giovannino – come tutti lo chiamano – vive in Seminario e per lui è come una seconda giovinezza. Condivide la vita dei giovani dell’anno propedeutico, dei quali il Vescovo lo ha nominato confessore, e nel fine settimana, anche dei seminaristi che rientrano dal Firenze. Il giovedì si reca a Buriano, dove conduce la catechesi per oltre venti parrocchiani e celebra Messa. Torna nella sua parrocchia ogni domenica mattina per l’Eucaristia festiva.

Decisivo nella sua vita di prete l’incontro con la spiritualità dell’unità del Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, di cui è stato uno dei promotori in Maremma.

“A nome di tutta la nostra Chiesa dico a don Giovanni: auguri e grazie. Grazie per come sei, per la passione e lo zelo, per l’ansia pastorale che ancora ti muove e per l’apertura di cuore che ti connota e che ti fa continuamente intravedere strade nuove da percorrere per avvicinare la gente a Cristo”, dice il vescovo Rodolfo.

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