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Politica

M5S Grosseto: il caso di Confartigianato Grosseto, prima organizzazione sindacale a schierarsi politicamente è emblematico

Disamina tra chi questo percorso lo ha già intrapreso e chi è ancorato
al passato

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Il caso Confartigianato Grosseto, prima organizzazione sindacale a
schierarsi politicamente, addirittura attraverso una deliberazione del
consiglio direttivo, è un’occasione per aprire una riflessione su cosa
sono diventate le associazioni di categoria e quali prospettive hanno
dinnanzi, per non perdere l’occasione di una profonda riforma organica e
funzionale.

Il caso della Confartigianato Grosseto è possibile definirlo una pessima
icona del trasformismo ad personam portato all’estremo, ma che lascia
comunque traccia nel mondo delle associazioni imprenditoriali. Vediamo
perché.

Gli elementi statutari di queste organizzazioni sono notoriamente
improntati a principi nobili, difficilmente contestabili nella forma, ma
nella sostanza lasciano a volte le porte aperte ad interpretazioni e
comportamenti non altrettanto nobili e molto discutibili. Ed è su questi
elementi che si costruisce la difesa di una clamorosa e sfacciata
decisione, quella di schierare politicamente un’intera associazione di
categoria; azione ritenuta legittima in quanto il consiglio direttivo è
regolarmente e democraticamente eletto, così come il presidente. Che poi
questi organi decidano di trasformare l’associazione in una bocciofila,
o scendere nel campo della politica, oppure dedicarsi alla metafisica,
poco importa; semmai alle successive elezioni gli artefici di questi
cambiamenti non verranno rieletti. Questa è la tesi difensiva più in
voga del momento. E l’oggetto sociale? E gli interessi degli associati?
Poco importano.

Ormai si è perso di vista il vero obiettivo da perseguire a causa di una
gestione padronale diventata consuetudine per via del mancato ricambio
ai vertici, i quali sempre più considerano l’organizzazione
un’estensione delle personali disponibilità, evocando addirittura il
diritto di successione fondato sulla famiglia.
I vertici di questa associazione, o più correttamente il vertice di
questa associazione ha innescato un trasformismo che non conosce
ritegno, ma che è la rappresentazione all’ennesima potenza di un
problema comunque presente in una parte del mondo sindacale degli
imprenditori.

Alcune organizzazioni sono diventate strutture dove, nel peggiore dei
casi in cui non c’è un vero presidente, la commistione tra funzionari,
direttori, segretari generali, uffici stampa e appunto, falsi
presidenti, sono i responsabili di un sistema autoreferenziale e
conservatore; un substrato necrotico che detta le agende delle
associazioni, comandano e tele guidano la struttura con grande abilità
ed esperienza, operando in modo sottile, facendo in modo di far
percepire che non sono scelte loro, ma della base.
E invece la politica, la gestione dell’associazione è cosa loro, non
degli associati.

Quando dovrebbero prendere posizioni, non lo fanno, magari perché sono
mossi da evidenti conflitti di interessi. Viceversa, spesso si sentono
chiamati ad esprimersi sui temi più disparati, direttamente o per bocca
altrui, che di fatto non hanno nulla a che vedere con l’oggetto sociale
dell’organizzazione. Ed è così che il povero associato ha pagato la
tessera e si ritrova, a sua insaputa, a fare politica od immischiato in
fatti che non lo riguardano.
Fortunatamente, la gran parte delle organizzazioni hanno sempre
mantenuto fede al proprio oggetto sociale o stanno invertendo la rotta
riformando i propri modelli organizzativi, ripensando i propri strumenti
statutari, ma soprattutto concentrandosi ancor di più sui veri problemi
che affliggono le imprese.
Un’associazione di categoria deve scrollarsi di dosso quella
connotazione politica di parte ed assumere sempre più un atteggiamento
improntato al fare e non all’essere.
Esattamente il contrario di quel che ha fatto Confartigianato Grosseto.
Esattamente quello che stanno facendo per fortuna molte associazioni con
le quali il futuro governo cittadino, alternativo all’attuale
amministrazione, troverà un’importante sinergia per indirizzare
finalmente questo territorio verso un futuro più roseo, più ricco, più
giusto.
Un futuro libero dai vecchi condizionamenti di partito che non vuole più
nessuno, tranne che i nostalgici conservatori del centrodestra
grossetano.

Il Movimento 5 stelle Grosseto

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