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Sanità: Renata Fortunati del Polo Civico per Grosseto: “Un sindaco non è un buon sindaco se non si occupa della salute dei cittadini”

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“Sappiamo tutti che ai comuni non è affidata l’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, ma tuttavia un sindaco non è un buon sindaco se non si occupa delle questioni della salute e della protezione sociale dei concittadini”.

Così Renata Fortunati candidata al consiglio comunale di Grosseto per le liste collegate ad Emanuele Perugini, Polo Civico per Grosseto e Insieme per Grosseto, vuole riportare la salute e la sanità al primo posto.

“E’ fondamentale l’azione dei comuni in termini di controllo, proposta e “rivendicazione” nei confronti del livello regionale e delle aziende sanitarie – spiega Renata Fortunati – ma non si può ridurre a un semplice e formale compito di rappresentanza nelle sedi o negli appuntamenti istituzionali di rito, ma deve riconquistare una funzione di autentica partecipazione al sistema di governance sanitaria nell’area cittadina, con particolare riferimento alle attività ed ai servizi sanitari territoriali”.

Bisogna dunque consentire alla politica cittadina di presidiare i bisogni di salute della popolazione, avendo piena consapevolezza che questi molto spesso sono anche determinati dalle condizioni sociali in cui versano i cittadini.

“Una domanda però allora mi sorge spontanea: dove erano i nostri sindaci negli ultimi dieci anni e perché hanno permesso lo smantellamento della sanità sul nostro territorio? – si interroga Fortunati -La nostra Toscana fu scelta come regione pilota dei tagli alla sanità da estendere ad altre regioni, e chi c’era che governava la regione? Il nostro territorio è stato il più penalizzato, il nostro presidio ospedaliero e gli altri piccoli ospedali del territorio non sono stati esenti dai tagli, tagli al personale, svuotamento dei presidi ospedalieri territoriali,penso all’ospedale di Pitigliano, Castel del Piano, la gestione degli ospedali per intensità di cura, una metodologia già all’epoca vecchia e fortemente discussa, superata e abbandonata ovunque”.

I lunghi tempi di attesa per indagini diagnostiche, visite specialistiche o i tempi dilazionati al pronto soccorso, sono spesso espressione di una sofferenza di organico non giustificata e ancora troppo spesso i disservizi sono limitati grazie al solito spirito di dovere e di sacrificio degli operatori.

“Il nostro territorio, le nostre strutture, non rendiamole scatole vuote – conclude Renata Fortunati – c’è professionalità, ci sono buone realtà e potenzialità da sviluppare, i numeri ce lo dicono, non consentiamo che si distruggano. E’ impossibile pensare in poco tempo di mettere a fuoco tutte le problematiche legate alla sanità, le idee ci sono e sono chiare, cosi come sono chiare le molteplici proposte da fare, bisogna essere concreti. E’ giunto il momento che la politica locale si riappropri di quelle funzioni di garante, con maggiore presenza attiva e critica ai tavoli decisionali, rimettendo al centro del progetto la salute il cittadino”.

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