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Mancata risposta su soldi del Pinqua e lavori stradali. Segnalazione al prefetto per Vivarelli Colonna e assessori

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Da mesi giacciono nel cassetto del sindaco e dei suoi assessori ai Lavori pubblici e all’Urbanistica una serie di interrogazioni presentate dal sottoscritto per fare luce su questioni di grande importanza, quali il mancato utilizzo di tutte le risorse stanziate dallo Stato per la rigenerazione urbana, che ci ha fatto perdere la possibilità di attuare progetti per ben 30 milioni di euro, e gli interventi per la viabilità da realizzare al sottopasso di Barbanella e tra viale Cimabue e via Orcagna.

Interviene così Carlo De Martis, coordinatore della lista ‘Grosseto Città Aperta’ in corsa per le elezioni a sostegno del candidato sindaco Leonardo Culicchi.

Risposte che non arrivano nonostante sia ormai decorso il termine di 30 giorni stabilito dalla legge e dalle regole comunali, e nonostante reiterate sollecitazioni. Una situazione di assoluta gravità che ha reso necessario il coinvolgimento del Prefetto, affinché garantisca che sindaco e assessori rispettino la legge, consentano ai consiglieri comunali di svolgere la loro funzione di controllo sull’azione amministrativa e, soprattutto, agiscano con trasparenza nei confronti dei cittadini.

Perché sindaco e assessore all’urbanistica non chiariscono il motivo per il quale hanno presentato un solo progetto per il Programma nazionale per la qualità dell’abitare (il cosiddetto Pinqua), anziché i tre previsti, che avrebbe consentito alla nostra città di realizzare interventi di rigenerazione urbana per altri 30 milioni di euro? Sarebbe stato possibile acquisire il Marraccini e restituirlo a nuova vita, oppure riqualificare l’area di via Roma, oppure ancora intervenire sulle frazioni, solo per dirne alcune. Tutte occasioni sfumate che invece tantissimi altri comuni, anche della Toscana, hanno colto al volo, muovendosi con celerità, coinvolgendo gli operatori del territorio e riuscendo così ad ottenere risorse fino a 45 milioni di euro.

Una vicenda sulla quale deve essere fatta piena luce.

Così come deve essere data una risposta ai cittadini sulla condizione del sottopasso di Barbanella, in cui ci si imbatte in un consistente restringimento della carreggiata che rende non solo disagevole ma anche pericolosa la circolazione. Una situazione determinata da problematiche relative ad un fabbricato per la quale il sindaco avrebbe potuto, e dovuto, pretendere il rispetto del Regolamento di Polizia Urbana – che obbliga i proprietari a manutenere gli edifici, evitando che possa derivarne un per le persone e la sicurezza urbana – e nel caso adottare apposita ordinanza per intimare l’esecuzione dei necessari interventi risolutori.

Discorso analogo, ma se possibile ancor più grave, per la condizione in cui versano viale Cimabue e via Orcagna dopo il crollo del solaio che si verificò in un edificio adiacente alla strada, perché non solo da due anni gli abitanti e le imprese della zona sono costretti a fare i conti con una viabilità interrotta, ma soprattutto ci sono famiglie che non hanno più la loro casa e avrebbero diritto, nell’assenza di una soluzione immediata, almeno ad una risposta dalle istituzioni.

Carlo De Martis, Coordinatore ‘Grosseto Città Aperta’

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