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FDI: ‘La deriva liberticida del Ddl Zan stoppata in Senato’

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“Il 27 ottobre 2021 sarà ricordato come il giorno in cui il Ddl Zan non è passato al Senato per diventare legge dello Stato”, a dirlo sono Fabrizio Rossi, coordinatore regionale Toscana e Maria Cristina Rampiconi, dipartimento provinciale famiglia Fratelli d’Italia.

“Sebbene molti detrattori della destra italiana, – commentano Rossi e Rampiconi – assegnino alla stessa la piena responsabilità del blocco dell’iter parlamentare, la realtà dei fatti invece è un’altra. Come dimostrato, anche nella sinistra sono emerse tutte le nostre perplessità, che hanno di fatto bloccato il Ddl in questione, facendo mancare voti preziosi per un suo favore iter”.

“E’ bene ricordare, – spiegano gli esponenti di FDI – che dietro la mentita realtà di un Ddl a favore del mondo omosessuale, si nascondeva la reale possibilità di chiedere al legislatore di punire un reato di opinione. Tutte le varie tutele richieste a gran voce nel Ddl Zan sono da sempre presenti nell’articolo 3 della nostra Costituzione Italiana, la quale non intende procedere a ghettizzare o discriminare nessun cittadino in particolare modo, ma tutelare tutti. La deriva liberticida promossa nel Ddl Zan per non essere discriminati, alla fine in realtà voleva discriminare chiunque non fosse allineato al mainstreaming del pensiero unico”.

“La pretesa che anche l’Italia, come nella maggior parte dei paesi europei, promulgasse una legge contro il reato di opinione, – continuano Rossi e Rampiconi – pare flebile, considerando che molti paesi europei hanno tra le proprie leggi anche l’eutanasia infantile e quant’altro sia pericoloso per la difesa dei valori non negoziabili, da sempre ribaditi e tutelati anche da Giorgia Meloni”.

“La destra italiana, le associazioni pro-life, la Chiesa stessa, hanno inteso mantenere la barra dritta in favore del rispetto del pensiero di tutti, compresi ovviamente coloro che vedono nella famiglia naturale il principio della società civile. Questa, non solamente una vittoria di Fratelli d’Italia, ma una vittoria di tutti contro un provvedimento illogico e liberticida”, concludono Fabrizio Rossi e Maria Cristina Rampiconi.

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