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Ambiente

Boschi, Confagricoltura Toscana: “Bene la nuova legge regionale forestale, solo così possiamo salvaguardare i nostri boschi”

L’associazione promuove il testo approvato in Consiglio regionale. Il presidente Neri: “La Toscana non è un far west di motoseghe selvagge e questa legge semplifica le procedure tutelando il paesaggio”

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Marco-Neri-confagricoltura.

Confagricoltura Toscana giudica positiva da tutti i punti di vista la legge di modifica alla “Legge regionale forestale” della Toscana approvata dal Consiglio regionale lo scorso 28 dicembre. Bene ha fatto la Regione, secondo l’associazione, a rivendicare le sue competenze in materia. E bene ha fatto, ritiene Confagricoltura, ad ascoltare le esigenze che sono arrivate da tutto il mondo agricolo e della selvicoltura toscana. “Non sappiamo se il governo nazionale impugnerà la legge in quanto investe anche aspetti ambientali/paesaggistici, ma sappiamo che la disciplina delle attività forestali è materia esclusiva delle regioni e quindi hanno fatto bene il consiglio Regionale e la Giunta a rimarcare questa prerogativa legislativa” sostiene l’associazione. “La legge forestale della Toscana e il suo regolamento sono le leggi più rigide e restrittive esistenti in Italia a tutela delle foreste. Soprattutto riteniamo che il Consiglio Regionale abbia colto lo spirito delle necessità di semplificazione e sburocratizzazione delle doppie procedure amministrative autorizzative, esigenza richiesta con forza da tutto il mondo forestale (associazioni di categoria, imprese, proprietari boschivi, mondo scientifico ed universitario, tecnici). Le foreste della Toscana in virtù della legge ma anche delle tradizionali e millenarie operazioni selvicolturali di coltivazione eseguite dei proprietari e dalle imprese boschive sono tutelate e garantiscono il mantenimento del bellissimo paesaggio esistente invidiato da tutto il mondo. La Toscana non è l’Amazzonia, non c’è il far west delle motoseghe selvagge che qualcuno in mala fede vorrebbe descrivere” rivendica il presidente di Confagricoltura toscana Marco Neri.

In Toscana la stragrande maggioranza delle attività di selvicoltura è di mantenimento, il taglio a raso è un’attività marginale ed autorizzata solo nei boschi di alto fusto che hanno superato il loro turno naturale a seconda delle specie (da 40 a 80 anni), con l’obbligo di rimboschimento perché per la legge il bosco rimane obbligatoriamente “Bosco” e non può essere modificato, tiene a dire Confagricoltura citando dati concreti: “La superficie forestale ha superato il 50% della superficie territoriale regionale e ogni anno solo il 30% della ripresa vegetativa viene tagliata ed il capitale aumenta sempre di più. Solo i boschi giovani e coltivati fanno aumentare la capacità e la funzione di assorbimento della CO2, anzi con l’attività forestale abbiamo un doppio vantaggio ambientale in termini di azioni di resilienza ai cambiamenti climatici in corso. Con l’ordinaria attività forestale prevalentemente si produce materiale legnoso da opera, per edilizia, per pavimenti di parquet, per la filiera del mobile, che permette una doppia azione di stoccaggio della CO2 in quanto quella fissata è bloccata nel legno e il bosco lavorato da dove si è prelevato il materiale ricresce e sviluppa la sua nuova funzione di maggior assorbimento. Infine anche per l’utilizzo ai fini energetici della legna sia per usi tradizionali (per il riscaldamento caso) sia innovativo (produzione di cippato proveniente dagli scarti della lavorazione forestale, vera attività di economia circolare)”.

“Abbiamo un bilancio positivo rispetto alla CO2 se lo confrontiamo con l’equivalente uso delle fonti fossili. In Toscana i proprietari boschivi, i boscaioli, le imprese forestali sono i primi protagonisti nella tutela e conservazione delle foreste attraverso il lavoro selvicolturale millenario. Questa è la verità. Se invece si volesse continuare a complicare la vita ai boscaioli aiuteremo solo lo sviluppo dell’abbandono del territorio boschivo con la conseguenza di aumentare i rischi da incendi e dai dissesti. Quindi semplificare gli aspetti burocratici, che non fanno altro che complicare le attività nel rispetto della legge forestale, rappresenta invece una azione di forte salvaguardia delle foreste toscane e per questo ci congratuliamo con il Consiglio Regionale per la scelta fatta di modifica della legge regionale affinché serva una sola richiesta di autorizzazione forestale paesaggistica rilasciata dagli enti competenti” conclude il presidente Neri.

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