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Emanuele Perugini: “Tuteliamo i cittadini onesti da baby gang che stanno vandalizzando il centro storico cittadino”

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I fatti gravi accaduti nel centro cittadino di Grosseto nei giorni scorsi, sono solo l’ultimo di una serie di casi che sono aumentati in negativo nella nostro capoluogo”.

Così commenta Emanuele Perugini del Polo Civico per Grosseto l’ultima rissa, vandali che assediano il centro storico nella notte e gli atti osceni successi in città.

I fatti inaccettabili che vedono i cittadini, i commercianti ed i professionisti di Grosseto soli ad affrontare questa situazione grave, non è più tollerabile.

“C’è la necessità di controllo e presidio del territorio per riportare la situazione in uno stato di sicurezza, in un contesto di nuova progettualità che vada a riqualificare questa parte importante della nostra comunità – spiega ancora Perugini – Ferma condanna quindi per questo ennesimo atto di violenza che come cittadino rigetto totalmente e mi metto in mezzo per tutelare i nostri legittimi interessi”.

“Non è accettabile una situazione così fuori controllo in una città come Grosseto – continua Perugini – si è visto come le Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi dieci anni abbiano completamente abbandonato il centro storico. C’è un lento degrado. Non si è abbandonata solo una via, ma i cittadini. E’ un problema di comunità vero e proprio l’abbandono totale dei grossetani”.

Il problema della sicurezza sociale nei centri urbani, legato spesso alla microcriminalità ed ai comportamenti delle fasce di età più giovani è noto e studiato da anni. Esiste una produzione enorme in materia, ed anche molti esempi virtuosi (soprattutto al nord), come il progetto Tonite di Torino o Giovanizoom della regione Emilia Romagna. Esistono tante esperienze da prendere ad esempio se vogliamo fare qualcosa per la nostra città: non s’inventa niente, basta copiare (bene però).

“Si parla di sicurezza. Si mette un assessore alla sicurezza cittadina e poi succedono questi fatti?

– un Emanuele Perugini molto determinato e arrabbiato anche su questo tema che tocca tutti quanti – vuol dire che questo progetto è fallito. E non bastano più i mille manifesti elettorali che hanno tappezzano la città con promesse su promesse. Ci vogliono i fatti ora”.

“Un progetto credibile passa necessariamente tramite impegni di lungo periodo, ma prima ancora da una ricostruzione storica delle trasformazioni sociali e urbane del territorio maremmano che hanno creato i presupposti della Grosseto che stiamo vivendo, e che vivremo anche nei prossimi anni, perché ricreare il tessuto sociale che abbiamo perso e ricostituire un ambiente favorevole ai corretti rapporti umani richiede decenni – spiega ancora Perugini – Inutile coltivare false illusioni: viviamo in un paese dove per ogni emergenza si nomina una commissione e si convocano tavoli che rarissimamente partoriscono risposte rapide e concrete”.

Oggi il centro storico è un gigantesco ristorante proiettato a vivere essenzialmente nel fine settimana è frutto delle scelte urbanistiche e edilizie del passato, che hanno indotto la delocalizzazione di tante importanti attività, ed è ovvio che abbandonare tali spazi in mano a pochi gruppi di persone, e per di più in un periodo caratterizzata da una marcata instabilità, non può che creare i presupposti per episodi di abuso.

“Credo che solo un nuovo patto sociale fra cittadini, anche riuniti in associazioni, e istituzioni possa

realmente combattere questi fenomeni, ma questo può funzionare solo se lo si stringe tra persone degne e d’onore (nel senso che rispettano la parola data), parole però non molto diffuse nella società

contemporanea – incalza l’ex candidato sindaco – Perciò se l’amministrazione comunale ha veramente l’intenzione di provare a cambiare le cose, ci metta la faccia e proponga alla cittadinanza un piano d’azione credibile, illustrando chiaramente cosa intende fare e cosa chiede ai cittadini, assumendosi concretamente le eventuali responsabilità di un fallimento, in maniera che la sua azione risulti credibile. Altrimenti continui pure con la ridicola repressione messa in atto finora chiudendo parte delle mura in maniera da certificare la propria incapacità di controllo del territorio e togliendo le panchine per paura dei barboni, o magari affidando ad un gestore di discoteche il controllo del centro storico il sabato sera: loro di movida se ne intendono”.

La Maremma conferma pertanto di non essere esente dall’impostazione tutta italiana di una politica a rimorchio dell’elettorato, incapace di anticiparne le esigenze più banali, ma “tirata per la giacchetta” di fronte alle emergenze quotidiane.

“Siamo ottantaduemila abitanti e lo vediamo cosa succede in città. Occorre controllo, sicurezza ma anche giustizia sociale, non cartelloni e slogan – conclude Emanuele Perugini – basta promesse e partiti, cosa hanno risolto? Aggressioni e violenze continue, ostaggi di vandali. Noi cittadini non siamo d’accordo con questo modo di fare i nostri interessi, adesso basta!.

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